L’improvvisatore ~ Sualzo

Ultimamente ho una strana sindrome, la fumettite. Sono attratta dai fumetti o per meglio dire dalle graphic novel, che fa più chic. Oltre che per le edizioni, che trovo esteticamente molto belle, sto scoprendo il gusto, che non ho mai davvero avuto, per le storie illustrate, la capacità immediata e visiva di raccontare delle storie.

Dopo questa doverosa premessa – così capite il motivo per cui recensisco fumetti – vi voglio consigliare L’improvvisatore di Sualzo (Antonio Vincenti), che ho appena scoperto.

Di solito entro in una fumetteria e sbircio tra le copertine, sfoglio un po’ e se mi ispira compro. Anche per questo fumetto è andata così, era tempo che volevo comprarlo e ora l’ho letto.

Credo che la storia sia brillante,  in buona parte autobiografica e a me attirano molto le storie di chi si vuole raccontare. I disegni, all’inizio mi stonavano perchè troppo vividi, troppo colorati, ma dopo poco invece ho apprezzato la fisionomia di Elia, il protagonista e me lo ha reso simpatico, anche per le battute brillanti e per l’aura un po’ da sfigato buono ma capace, che si porta con sè. La musica è l’altra protagonista, non solo quella suonata da Elia, sassofonsita jazz maestro solo per sbarcare il lunario, ma anche quella delle parole delle numerose poesie che sono citate e che talvolta accompagnano le immagini senza dialogo, quasi a raccontare loro, la storia. Non ho fatto a meno di notare con piacere la citazione di Pessoa, autore cui sono legata, che da quando avevo letto il suo Il libro dell’inquietudine ci sono rimasta appiccicata come ad una calamita, ma questa è un’altra storia.

C’è anche l’amore che fa da sfondo, un amore delicato che colpisce Elia all’improvviso e  lo riempie di dubbi, che si accumulano insieme a quelli sulla sua vita, il suo futuro, ma in modo scanzonato, mai banale, in cui ci si riconosce ma col sorriso, con un po’ di simpatia verso se stessi e gli altri. Tutti accumunati dal gran casino, dalle coincidenze e dall’unica alternativa possibile che è quella di andare avanti, percorrere la nostra strada ed imparare senza sapere dove ci porterà.

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