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Le vite degli altri

L’altro giorno ho visto una ragazzina che avrà avuto 15 anni in un bar con degli amici, fumava. Erano in 5, lei e un’altra della sua età erano le uniche ragazze. Gli altri parlavano e lei li guardava e guardava a terra. Credo avesse impiegato un po’ a vestirsi e a curarsi: unghie lunghe smaltate solo nella parte di unghia che cresce, con uno smalto blu elettrico, capelli piastrati biondi tinti, tenuti ai lati con delle mollette, per il resto jeans alla moda, giubbottino imbottito e scarpe da ginnastica di quelle che vanno ora, credo, super colorate e che piacciono anche a me. Le vedevo il profilo, pensavo quanto fosse magra, piccola e quanto fumasse da grande, aspirando. Aveva lo sguardo vuoto, spento, triste come a dire: io sono all’altezza? I suoi amici non la guardavano mai, parlavano tra loro, come abituati al suo silenzio.

Un’altra ragazza, nello stesso bar, aveva il culo completamente di fuori. Era seduta, jeans super attillati con cintura. E il suo culo era per metà fuori dai jeans. E non era un bello spettacolo.

Oggi guardavo me seduta su una panchina, davanti all’ Oviesse, riflessa nella vetrina. Mi guardavo e non mi riconoscevo. Mi sembravo più carina di come mi ricordavo. Dopo un’immediata e rapida analisi dei miei difetti, continuavo comunque a pensare che fosse carino quello che vedevo, ma non mi sembravo io.

È strano quando ti accorgi che per gli altri, anche tu sei l’altro.

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