Sex and the City 2

Ieri ho visto Sex and the City 2. Ero molto ansiosa, adoro la serie, sono una fan accanita. Avevo letto un paio di articoli che praticamente stroncavano il film, ma ho creduto che fossero articoli di vecchie zitelle acide, un po’ bigotte, anche perchè non salvavano proprio niente, nemmeno i vestiti. Beh, si può apprezzare o meno la storia e le 4 protagoniste, ma i vestiti letteralmente non si possono criticare. Perchè solleticano moltissimo la vanità insita in ogni donna, che mentre le guardi cambiarsi d’abito e girare agghindate per la città non puoi fare a meno di essere presa da raptus improvvisi di shopping e immaginarti in abiti super colorati o sexy e fare la diva in giro dicendo “guardatemi come sono bella”. E ogni donna adora sentirselo dire e sentirsi così, chi non lo ammette o è molto poco onesta o una zitellaccia, o una bigottona. È ovvio, scontato, funziona così. Certo a tratti ti sembra un po’ di detestarle, tanto sembrano fuori dalla realtà, così lontane dalle abitudini di una donna qualunque, almeno, non di New York. Anche se la cosa bella di questa serie, è sempre stata la capacità di raccontare e di dare voce nei dialoghi a dubbi, pensieri, punti di vista, questioni comuni alle vite di qualunque donna, di qualsiasi città o paese. Ecco, questo è sempre stato a parere mio la forza di questa serie, ci si sente comprese, capite, meno sole, al di là della moda, al di là della vita da riccone che fanno e delle loro abitudini. E allora se c’è una cosa che posso criticare di questo film è la minor convinzione proprio nei dialoghi. Meno dialoghi, meno contenuti, come se ci fossero da dire meno cose ormai. Ricordo con piacere però il tema della maternità, uno dei pochi affrontato, in un dialogo tra Miranda e Charlotte, perchè hanno il coraggio di rivelare quanto sia dura a volte essere madri, hanno il coraggio di dire, senza essere fraintese, che spesso si ha la sensazione di perdere di vista se stesse, per stare dietro a figli che dipendono sempre da te e quasi non hai il tempo di respirare, alla gestione familiare. E questo mi piace, lì ci ho ritrovato il Sex and the City che amo, che ha il coraggio di dire le cose, fanculizzando i maledetti tabù. Per il resto, Samantha rimane sicuramente adorabile nella sua veste di donna sempre e solo arrapata, regala perle di risate a tratti forse un po’ troppo caricaturali ed esagerate, ma mi fa sempre ridere un sacco, mentre Carrie risulta in sostanza la vera protagonista, una Carrie in crisi perchè nonostate abbia finalmente quello che ha sempre voluto, il suo Mr Big, non riesce a viversi bene la quotidianità della vita da sposati. Anche in lei, credo che molte donne possano riconoscersi, almeno io sì. Sempre alla ricerca di qualcosa di più, sempre preoccupate che non vada bene o non sia abbastanza, rischiando di perdere di vista quello che si ha, essere terrorizzate dalla routine, ma al contempo desiderare profondamente una stabilità. E allora forse ha ragione lei, il trucco sta nel rendere personale, a propria misura, imbellire, far scintillare, la propria vita di tutti i giorni. Magari qualche volta staccando un po’ per rifugiarsi da soli da qualche parte e ritrovarsi dopo di nuovo in due con maggior desiderio oppure guardando la tv davanti al divano di casa, con la cena a portar via, abbracciate a lui, ma indossando un abito da sera meraviglioso e i tacchi. Bellissimo.

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