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Mio

Il cibo negato

Ti guardo come un affamato guarda al cibo.

Ti amo e  ti desidero. Vorrei toccarti, godere di te. Propendo verso di te, ti anelo ma, mi blocchi e non me lo permetti.

(Perchè? Non è abbastanza quello che ti do, non sono abbastanza io?)

Rimango protesa nella tua direzione e ancora ti desidero, così tanto, forse ancora di più perchè mi neghi di averti. Ti contemplo e ti desidero e più ti contemplo e penso all’averti e più ti voglio e…mi perdo. Esco da me. Non me ne rendo neanche conto, ma comincio a perdere di consistenza, sono fuori da me, non sento più niente del mio corpo, niente più tatto, niente olfatto, niente. Come se non esistessi più, evaporassi, mi liquefaccessi, non ne avessi più uno, di corpo. Esisto solo per il mio desiderio di te, quello mi vivifica. E tutto ciò che tu sei e che hai è perfetto, mentre io sono sempre più niente, neanche ci penso a me, se non in relazione al mio amore per te.

Sei il mio cibo negato.

Tutto questo, così, solo ora lo scopro.

E allora decido di insegnarmelo, mi sforzo per crederci che posso amare e  goderne, toccarmelo ciò che amo, gustarmelo, assaporarmelo.

Sì.

Voglio mangiare  cibo che mi nutra, rinvigorisca il mio corpo.

Non correre più il rischio di dimenticarmi di averne uno.

 

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