Video girl Ai – Yota Moteuchi

 

Quando ero più piccola, quattordici, quindici anni, leggevo avidamente Video Girl Ai.

Un mio amico del mare appassionato di fumetti me lo aveva fatto conoscere e da allora, non ho potuto smettere di leggerlo.

Ricordo che l’inverno successivo e gli anni dopo aspettavo con ansia che passassero quindici giorni per andare in edicola e comprare il nuovo numero appena uscito. E non era facile neanche trovarli i manga, allora.

Io non mi immedesimavo in nessuna delle ragazze, mi immedesimavo in lui, in quello che provava o meglio, forse sì, un po’ mi immaginavo di essere io la persona cui questo personaggio dedicava certi pensieri, certi sentimenti. Ma non come Moemi, o come Ai – questa tra le due ovviamente la mia preferita – ma piuttosto, come me, Eva.

Sì, credo proprio di essermi innamorata di questo Yota Moteuchi. Per quanto possa sembrare folle invaghirsi di un personaggio dei fumetti.

Questa è la scena che con ansia ho aspettato, sperato che capitasse, immaginato, fantasticato.

Il numero 10 della serie, intitolato Sentimenti.

Semplicemente indimenticabile.

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