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Film e Cartoni

Il padre d’Italia.

Il film Padre d’Italia di Fabio Mollo, ha sucitato in me molte riflessioni e dubbi, confermato alcune mie idee, dato nuove speranze.

Quando ci si sente persi, a volte si ha la necessità di perdersi ancora di più, a volte, di aggrapparsi a qualunque cosa. Come alla mano di una sconosciuta che in un locale a “luci rosse” ti prende e ti obbliga a prenderti cura di lei.

Sì, perchè quando ci si perde, sentirsi utili e dare, è come aria, un’aria fresca, rigenerante, che ti fa respirare finalmente meglio.

Paolo, interpretato magistralmente da Luca Marinelli, è un ragazzo dal carattere apparentemente anonimo, orfano, omossessuale, ha un lavoro sicuro nella grande distribuzione, soffre d’amore per Mario, che lo ha lasciato dopo 8 anni. Mia, interpretata dalla bravissima Isabella Ragonese, è una giovane donna dai capelli rosa, incinta, fa la cantante, una professione che sembra svolgere quasi per caso, è una persona profondamente libera, forse per la necessità di non venire a patti  dalle stupide regole e preconcetti della sua famiglia d’origine, che non sapendola accettare per come è, preferisce lasciarla andare, come un’anomalia di cui doversi per forza liberare.  Mia è alla costante ricerca di vita e di felicità, affronta ogni giorno come viene,  senza certezze, e le va quasi sempre bene.

Il film racconta di un viaggio, quello di Paolo e Mia verso “casa”, qualche posto in Italia dove ripartire, per provare ad “immaginare un futuro”.

I due personaggi a poco a poco si svelano, costruendo fiducia e un legame indissolubile. Come un perfetto incastro e contaminazione tra due realtà personali tanto diverse ma tanto bisognose l’una dell’altra.

Chi cambierà di più sarà Paolo, prima impaurito  dalle responsabilità, quelle canoniche di una vita prescritta fatta di matrimonio e figli, poi libero di buttarsi nel vuoto, in un futuro indeterminato in cui “non si sa immediatamente quando capitano le cose se siano belle o brutte” ma si sa che “in qualche modo si farà”.  Con l’unica certezza che “ogni miracolo per definizione è contro natura” e la scoperta che possono capitare anche a lui.

Chi resterà più fedele a se stessa invece sarà proprio Mia, che proprio come la sua natura vuole, arriva, ti cambia la vita e se ne va.

Credo che questo film, al di là di certi piccoli scarti nella sceneggiatura e certi passaggi, forse volutamente surreali, sia un  film ben fatto, davvero ben interpretato e davvero denso di contenuti che vanno anche al di là del detto.

Non ci sono troppi dialoghi, ma sono precisi e colgono subito il punto, o meglio i punti – messaggi che ci vogliono lasciare.

Tra i tanti, il film sottolinea quanto oggi la vita sia un grande casino. Certo, i problemi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, per le persone e per le società in cui sono immerse. Oggi però, credo più che un tempo, è un casino perchè i nemici non hanno facce.

E’ difficile individuare chiaramente quale sia il tuo nemico e  impegnarsi per sconfiggerlo, nella convinzione che se si riuscirà a farlo, sicuramente si starà meglio.

Tutto è indefinito,  una melma, in cui non si sta bene, ma neanche male, si sopravvive per la maggior parte dei casi. In cui magari da bimbo sognavi di fare l’architetto, ma poi da grande lavori all’ikea come commesso, hai la tua paga mensile e alla fine ti senti pure fortunato, perchè c’è chi non ha manco un lavoro. In cui a volte ti si insinua il dubbio di poter riuscire a realizzare i tuoi sogni – cazzo se c’è riuscita la Ferragni a vivere del suo The Blong Salad, forse ce la farai anche tu – ma poi invece scopri che comunque ci vogliono soldi per fare soldi e allora mandi tutto a fanculo perchè te i soldi non li hai, perchè i ganci pure quelli non li hai o non li sai sfruttare e allora ti barcameni o ti accontenti e vivi, come puoi.

La mancanza di certezze è una nebbia, che impedisce di vedere chiaramente la strada da percorrere.

Così credi che oggi più che mai occorra buttarsi, a caso, senza pensarci, che poi le cose vengono da sè, e magari ci provi pure, ma poi non ce la fai e allora ti scoraggi e ti fermi, per un po’ di tempo, indefinito.

Allora ben vengano persone come Mia, che a lei non gliene frega un cazzo se non ha soldi, se domani non sa neanche cosa farà, perchè magari se ti capita di incontrare una come Mia, sarà proprio la sua incoscienza, il suo non pensare al domani, che proprio come a Paolo, ti potrà entrare sotto pelle e diventare parte di te, costringendoti a cambiare, in un modo che non avevi previsto, o addirittura proprio in quel modo che prima ti terrorizzava.

E così, proprio come a Paolo, magari scoprirai di aver preso la mano ad una persona che tu pensavi di aiutare, ma che in realtà lei ha salvato te.

 

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