La strada per Los Angeles

 

 

“Ogni mattina mi alzavo con questo stato d’animo. Ora devo trovarmi un lavoro. Facevo colazione, mi mettevo un libro sottobraccio e le matite in tasca e mi avviavo. Giù per le scale, in strada, a volte c’era freddo a volte caldo, a volte c’ era nebbia a volte era sereno. Non aveva mai molta importanza, con un libro sottobraccio, andare in cerca d’un lavoro. Che lavoro, Arturo? Oh oh! Un lavoro per te? Ma ti sei guardato, ragazzo? Un killer di granchi. Un ladro. Che guarda le donne nude nello stanzino dei vestiti. E tu ti aspetti di trovare un lavoro! Che ridere! Eccolo qua, l’idiota col suo grosso libro. Dove diavolo stai andando, Arturo? Perché fai questa strada e non quell’altra? Perché a est e non invece a ovest? Rispondimi, ladro! Chi vuoi che te lo dia un lavoro, porco che sei, chi? Ma c’è un parco dall’altra parte delta città, Arturo. Si chiama Banning Park. È pieno di magnifici eucalipti e di prati verdi. Un gran posto per leggere! Vacci, Arturo. Leggi Nietzsche. Leggi Schopenhauer. Stattene in compagnia dei potenti.

Un lavoro? Puah? Vatti a sedere sotto un eucalipto a leggere un libro cercando un lavoro. Eppure qualche volta lo cercavo, un lavoro.”

John Fante –  La strada per Los Angeles

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